Mese della Pace

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Carissimi in allegato vi inviamo un momento di preghiera pensato per tutti i bambini che nel mondo vivono il dramma della guerra.

Momento di preghiera per la Pace


L’idea di questa intenzione di preghiera è nata nell’incontro dei responsabili diocesani dell’A.C.R. del recente consiglio regionale.
Siamo sicuri che prenderete a cuore questa iniziativa.
Ringraziamo coloro che hanno contribuito alla realizzazione di questo momento di preghiera: Roberta Platanìa, Umberto Busà, Mariano Messina e Giovanni Nasello.

A presto, Alessio e Carla (incaricati regionali)

Lettera Mese della Pace 2017

Scheda gadget pace 2017

“La Pace è di Casa”

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E’ arrivato il sussidio del Mese della Pace 2016 (dossier pace 2016), che permetterà a bambini, giovani e adulti della nostra associazione di riflettere ancora di più sul valore fondamentale dell’accoglienza, soprattutto in questo tempo straordinario di grazia, che è l’Anno Santo della Misericordia.

logo pace

Lo slogan di quest’anno “La pace è di casa” vuole, infatti, ricordare a tutti che solo aprendo il nostro cuore, le nostre menti, le nostre case e le nostre comunità potremo accogliere chi ha bisogno e fare cultura di pace.

Il sussidio è già disponibile anche on line sul sito dell’Azione Cattolica e si può già prenotare anche il gadget del Mese della Pace (per info contattare l’equipe ACR), una tazza che cambia colore: i soldi raccolti andranno a finanziare dei progetti di accoglienza da realizzare nel territorio di Agrigento, particolarmente interessato dall’arrivo dei migranti in questi ultimi anni. Una casa diffusa abitata da persone, famiglie, in cui ci si accoglie, si accompagna, si sostiene, si educa alla vita ed alla sua complessità, si dona speranza.

lettera pace 2016

scheda gadget pace 2016


XLVIII Giornata Mondiale della Pace 2015: Non più schiavi, ma fratelli

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MESSAGGIO DEL SANTO PADRE
FRANCESCO
PER LA CELEBRAZIONE DELLA

XLVIII GIORNATA MONDIALE DELLA PACE

1° GENNAIO 2015

NON PIÚ SCHIAVI, MA FRATELLI

1. All’inizio di un nuovo anno, che accogliamo come una grazia e un dono di Dio all’umanità, desidero rivolgere, ad ogni uomo e donna, così come ad ogni popolo e nazione del mondo, ai capi di Stato e di Governo e ai responsabili delle diverse religioni, i miei fervidi auguri di pace, che accompagno con la mia preghiera affinché cessino le guerre, i conflitti e le tante sofferenze provocate sia dalla mano dell’uomo sia da vecchie e nuove epidemie e dagli effetti devastanti delle calamità naturali. Prego in modo particolare perché, rispondendo alla nostra comune vocazione di collaborare con Dio e con tutti gli uomini di buona volontà per la promozione della concordia e della pace nel mondo, sappiamo resistere alla tentazione di comportarci in modo non degno della nostra umanità.

Nel messaggio per il 1° gennaio scorso, avevo osservato che al «desiderio di una vita piena … appartiene un anelito insopprimibile alla fraternità, che sospinge verso la comunione con gli altri, nei quali troviamo non nemici o concorrenti, ma fratelli da accogliere ed abbracciare».[1] Essendo l’uomo un essere relazionale, destinato a realizzarsi nel contesto di rapporti interpersonali ispirati a giustizia e carità, è fondamentale per il suo sviluppo che siano riconosciute e rispettate la sua dignità, libertà e autonomia. Purtroppo, la sempre diffusa piaga dello sfruttamento dell’uomo da parte dell’uomo ferisce gravemente la vita di comunione e la vocazione a tessere relazioni interpersonali improntate a rispetto, giustizia e carità. Tale abominevole fenomeno, che conduce a calpestare i diritti fondamentali dell’altro e ad annientarne la libertà e dignità, assume molteplici forme sulle quali desidero brevemente riflettere, affinché, alla luce della Parola di Dio, possiamo considerare tutti gli uomini “non più schiavi, ma fratelli”.

In ascolto del progetto di Dio sull’umanità

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